Coxartrosi o artrosi anca

Coxartrosi o artrosi anca

COXARTOSI ANCA

La coxartrosi primitiva o secondaria è una delle cause principali di dolore all’anca e colpisce circa il 2 % della popolazione adulta, soprattutto maschile, con prevalenza proporzionale all’età.

COME RICONOSCERLA?

L’esordio della patologia è spesso insidioso con comparsa di dolore in sede inguinale con irradiazione alla coscia, in sede glutea o sui fianchi. Con il passare del tempo, con una sintomatologia dolorosa che può essere molto variabile ma prevalentemente meccanica, possono comparire progressive limitazioni delle attività quotidiane (difficoltà a stare seduti, difficoltà a mettere le scarpe e calzini, zoppia, ecc.).

I pazienti giovani spesso riportano in anamnesi una patologia dell’anca diagnosticata in età infantile o adolescente (es. displasia congenita, epifisiolisi, ecc.) mentre in molti casi, nella cosiddetta coxartrosi primitiva, non esiste una patologia pregressa diagnosticata.

Nelle fasi più avanzate della patologia, quando le deformità dell’anca progredisce, si evidenzia maggiormente la limitazione delle attività, la zoppia, l’andatura patologica.

Spesso in queste fasi, proprio per l’evidenza dei segni e dei sintomi, il paziente si rivolge al proprio medico curante o allo specialista.

QUALI ESAMI PER LA DIAGNOSI?

Dopo una accurata anamnesi ed esame obiettivo, il medico specialista prescriverà esami radiologici tradizionali (RX) che nella stragrande maggioranza dei casi sono sufficienti per porre diagnosi e scegliere le opzioni terapeutiche più idonee. In alcuni casi, quando non vi è un quadro artrosico franco, in presenza di coxalgia può essere utile effettuare Tac o Risonanza Magnetica.

Esempio di RX :

COME SI CURA?

La cura dell’artrosi dell’anca si avvale di numerose terapie a seconda del grado di compromissione articolare e funzionale. Nelle fasi iniziali riposo, antinfiammatori e analgesici, associati a fisioterapia, possono ridurre i sintomi; nelle fasi intermedie possono essere praticate terapie infiltrative con PRP ( plasma ricco di piastrine) o con acido ialuronico. La terapia conservativa è scelta indipendentemente dal grado di compromissione, anche per quei pazienti difficilmente candidabili ad un intervento chirurgico per volontà del paziente o per comorbilità. La terapia chirurgica è riservata alle forme severe sia in termini funzionali che per la sintomatologia dolorosa. La chirurgia all’anca si avvale di tecniche mini-invasive o di tecniche tradizionali. Tra le tecniche mini-invasive si annovera la artroscopia (utilizzata soprattuto nelle sindromi da conflitto femoro-acetabolare).

La chirurgia protesica invece include numerose tecniche più o meno invasive che vanno dalla protesi di rivestimento nei soggetti giovani e sportivi (vedi immagine sotto)

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alla protesi mini- invasiva con risparmio parziale del femore (vedi immagine sotto)

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alle protesi tradizionali (vedi immagine sotto)